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LA STORIA DI COLTANO

Coloro che arrivando da Livorno e da Pisa entrano nel territorio di Coltano, si trovano davanti a dimensioni senza spazio e senza tempo con l’impressione di giungere in un altro pianeta, un piccolo borgo ricco di storia e circondato da un ambiente dove l’uomo non ha completamente vinto sulla natura.

Le origini di Coltano si perdono nel tempo. Il suo territorio è rimasto per secoli quasi completamente isolato con i suoi acquitrini malsani e le vaste paludi che rendevano complessa la situazione idro-geologica di tutta la zona.

Solamente con l’arrivo dei Granduchi Medicei iniziò quel percorso che in molti decenni portò al miglioramento del territorio, soprattutto con la costruzione della Villa Medicea.

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Successivamente, nel periodo dei Granduchi dei Lorena, si riuscirà a costruire una serie di strutture - ponti, fosse di scolo, piccole strade - che porteranno ad un deciso cambiamento delle vie di comunicazione con Coltano: è questo il periodo in cui nasce lo stradone del Mulinaccio ed il bellissimo Vione dei Pini.

Intorno al 1860 il territorio di Coltano e la tenuta di San Rossore entrano a far parte delle Dotazioni Naturali della Casa Reale Savoia; queste tenute diventeranno punto di riferimento per gli appassionati di caccia e di equitazione.

Nel 1908 il Re Vittorio Emanuele III concede a Guglielmo Marconi l’utilizzo di oltre cento ettari del territorio di Coltano, per costruirvi la prima stazione radiotelegrafica italiana. La stazione entrerà in funzione nel 1911 sotto la gestione della Reale Marina Militare con lo scopo di collegare l’Italia con le proprie colonie e con il resto del Mondo.

Nel primo dopoguerra Coltano passerà sotto la gestione dell’Opera Nazionale Combattenti con l’obiettivo di bonificare e rendere fertili quelle zone ancora arretrate dell’agricoltura italiana; fu in questo periodo che nacquero grandi opere come il Canale dei Navicelli, la Via della Sofina, la scuola Diaz.

E così fino ai giorni nostri, Coltano è passata attraverso la seconda Guerra Mondiale, l’avvento della mezzadria, lo scioglimento dell’O.N.C., le Cooperative agricole, lo spopolamento dei poderi, la chiusura della scuola ma anche la nascita di molte nuove attività.

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